di Mattia Piovesan
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Altro +3, ancora per un solo gol di vantaggio. Eppure, di occasioni i biancocelesti ne creano, e ne creano tante, a ripetizione, giocando un bel calcio fatto di scambi veloci e che fa emergere la qualità dei singoli. L’Unione la Rocca entra nella fortezza trevigiana e ne esce con la terza sconfitta del campionato, seppur onorevole.
L’Altavilla crea in ripartenza, tenta di fare male alla squadra che più sta meglio del campionato volendo dimostrare che anche loro non se la passano male, che hanno la testa libera da neopromossi. Però è il Treviso che risulta pericoloso: Gucher prende due pali, uno in cross, l’altro con un tiro, Salvi in scivolata non riesce a ribattere in rete dopo una mischia in area, Serena prende male la mira a tu per tu con Mocanu.
L’Altavilla tiene il pareggio, senza mai impensierire troppo Vadjunec, e si va a riposo. Al rientro, la partita è bene o male sulla stessa linea: Treviso che spinge, sfiora il gol con la botta di Brigati, ma manca dell’ultimo passaggio. Un passaggio che, in realtà, non serve: Artioli si fa atterrare ai limiti dell’area di rigore, fallo da ultimo uomo di Garbin ed espulsione. Sulla battuta è barriera, ma i biancocelesti hanno fatto capire l’importanza dei calci da fermo.
L’ennesimo calcio d’angolo battuto da Gucher è quello vincente. Al 77°, al solito, senza farsi prendere dall’ansia, il Treviso trova il gol, ma nessuno tocca quel calcio d’angolo: gol olimpico, palla che si insacca direttamente in rete grazie alla traiettoria velenosa data dal capitano, di gran lunga il migliore in campo. Altavilla beffato, tenta in 10 uomini di dare fastidio ma infine deve arrendersi: sono altri 3 punti per la squadra di Gorini, che mostra ancora una volta i muscoli nonostante il cardiopalma di una partita che gli ospiti hanno tenuto bene, ma che avrebbe dovuto probabilmente chiudersi prima.
