di Mattia Piovesan
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Domenica 8 giugno il Sandonà di Vincenzo Siciliano che volava sulle ali dell’entusiasmo è stato riportato ad una dimensione terrena. Era risaputo, la Leon Vimercate non ha un organico da Eccellenza e se non si trova già in Serie D è solamente perché Joelson non è riuscito a dare sin da subito la quadra giusta. Ghidelli, invece, deve ancora perdere una partita da quando è arrivato, ha portato la Leon a giocarsi questi playoff, dall’ottavo posto al secondo, e praticamente ora ha un piede in D.
È stata una partita in cui i leoni si sono dimostrati estremamente cinici. Sandonà non è rimasto solamente a guardare: ha attaccato, ha cercato di affondare, ma semplicemente c’è stata troppa Leon, una squadra con tanta gamba, forza fisica e qualità. Vassallo e Comelli sono incontenibili, Gervasoni è un terzino (peraltro non titolare) ma sembra un attaccante, Bonseri è un giocatore di un’astuzia e un’intelligenza fuori scala, dotato anche tecnicamente. Fortunato non riesce a stare dietro a questi ritmi, la difesa si fa trovare spesso scoperta con Di Sopra e Crescente sugli esterni in debito d’ossigeno, davanti Crivaro e Scantamburlo lottano, quasi sempre senza successo.
Due note positive: Scroccaro e Destito. Il primo, un giocatore di qualità eccelsa, in grado di non gettare mai via il pallone e di fare sempre la scelta giusta; il secondo gioca dall’inizio per la mancanza di De Stefani e non lo fa rimpiangere: 2 tocchi molto dubbi in area di rigore Leon su di lui, non fischiati dal direttore.
Insomma, l’unica cosa che fa il gol di Granzotto dopo la mischia in area di rigore sull’angolo del capitano Fortunato all’inizio del secondo tempo è illudere. Dopo, c’è solamente tanta confusione, che permette alla squadra di Ghidelli di trovare ben tre gol. Ora c’è una vera e propria montagna da scalare, alla Leon Arena di Vimercate. Vietato perdere le speranze, questo è ovvio, ma servirà la partita perfetta: e, in ogni caso, non sarà sporcata la splendida stagione dei biancocelesti, che potranno dire di avere, in fin dei conti, ben pochi rimpianti.
