di Mattia Piovesan

Verranno tutti qui per fare la partita della vita”: Gorini lo sa, e la prima in casa è andata così. Il campionato pieno di aspettative del Treviso è complicato, irto di ostacoli alle volte inaspettati: il Vigasio giunge al Tenni con leggerezza, consapevole di star giocando contro la favorita, e fa una grande partita.

Subito in vantaggio gli ospiti con il gol dell’ex, Pasha, che raccoglie al 12° l’assist da punizione di Moras e incorna battendo Mangiaracina. Manovra ingolfata quella degli uomini di Gorini, una copia dello scorso anno: ma i campioni sanno anche riconoscere i momenti di debolezza e virare a proprio vantaggio. Così, su un’altra punizione stavolta biancoceleste, è Scotto a disegnare per Munaretto, che allunga la palla dietro di se e la accomoda per il tap-in di Martinelli.

Parità nel risultato, ma di lì a poco non negli uomini in campo: ingenuità del 2007 Rizzotto che, già ammonito, prima della fine del primo tempo stende Moras in ripartenza e si prende un secondo cartellino inevitabile. Le squadre vanno a riposo, ma il Treviso rientra con una mentalità diversa: dentro Brigati per Francescotti, equilibrio difensivo e subito Martinelli rischia la doppietta personale. Anche il Vigasio si fa vedere, ma non riesce a punire nonostante l’uomo in più.

Spunta, quindi, la qualità del bomber. Scotto raccoglie il calcio d’angolo di Beltrame e batte Bochicchio, Treviso mette la freccia e poi spegne la partita spezzettandola. Buona vittoria per i biancocelesti, che alla seconda avevano rischiato di steccare: nonostante l’ottimo Vigasio, tuttavia, Gorini può esultare, e farlo con la sua nuova gente, nel suo nuovo stadio.

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