di Mattia Piovesan

Trasferta vietata ai sostenitori del Treviso, che quindi non potranno andare a Vigasio domenica. Per meglio dire, i residenti in provincia di Treviso non potranno acquistare i biglietti. Chi l’ha ordinato? Il prefetto di Verona. E perché? Per i fatti avvenuti in occasione della partita contro il Mestre, dove una decina di “tifosi” trevigiani hanno rotto i finestrini di un autobus MOM in cui vi erano sostenitori del Mestre. Ripetiamo, una decina.

Lungi in questa sede prendere le difese di questi suddetti “tifosi”, i quali erano già noti alle forze dell’ordine e dovrebbero pagare, certamente, per quello che hanno fatto. Mi concentrerei, però, su altro: in primis, il fatto che costoro non facessero parte del tifo organizzato della curva sud “Fabio Di Maio”; in secondo luogo, sul fatto che ci trovassimo a Treviso e che quella partita fosse Treviso-Mestre; in terzo, sulla tendenza, italiana e semplicistica, di fare di tutta l’erba un fascio.

È sempre molto semplice generalizzare e dare colpe di pochi a tutti, così da togliersi ogni dubbio, ma spesso è anche sbagliato. Avere una curva non è cosa per tutte le squadre di Serie D: il Treviso ce l’ha, per storia, blasone, ma quella curva non ha mai dato fastidio, né in casa né in trasferta, quest’anno. Anzi, ha solo fatto vibrare le corde calcistiche di una città che sta vivendo, nuovamente, un sogno. Il Vigasio, invece, una curva vera e propria non ce l’ha, quindi mi chiedo perché, eventualmente, avrebbero dovuto crearsi dei disordini.

Me lo chiedo perché non ci sarebbe stato nessun motivo per crearne, perché queste due compagini non hanno mai avuto storicamente modo di odiarsi, perché i facinorosi degli scontri contro il Mestre non facevano parte del tifo organizzato della curva, perché mi sembra, appunto, un modo per evitare problemi alla radice, creando però un precedente triste tra due società e non permettendo ai tifosi di fare quello che semplicemente vorrebbero fare: tifare. Ricordiamo che non esiste, in effetti, solo la curva del Treviso, ma anche altri tifosi che in curva non ci vanno; e comunque, la curva centra poco.

Mi sembra, quindi, un modo semplice di togliere le castagne dal fuoco, facendo di tutta l’erba un fascio, appunto. E, come si diceva prima, è una moda molto italiana che, purtroppo, credo resterà tale ancora per molto tempo.

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