di Lorenzo Tocchetti
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Duecentotre, il numero di giorni che dividono le date del 12 aprile e dell’1 novembre 2025. Due date, divise da poco più di sei mesi, che sono unite da un filo, quello di una favola sportiva che sta pian piano prendendo forma.
Il 12 aprile il Cittadella Primavera, in quel momento quattordicesimo in classifica e in piena lotta salvezza, scende in campo contro i pari età del Como, in un match valido per la ventiseiesima giornata del campionato di Primavera 2. I lariani hanno alle spalle la società più facoltosa d’Italia e sono tra i favoriti per ottenere la promozione diretta. Il risultato è impietoso: 0-7.
Una punizione pesantissima, che può compromettere l’intero campionato dei granata. Ma, come spesso accade nella vita e nello sport, è proprio quando si tocca il fondo che inizia la risalita.
E il Cittadella ha la fortuna di avere seduto in panchina l’uomo perfetto per gestire questa situazione, Giuseppe Agostini. Tecnico che dal fondo è partito, allenando per vent’anni tra Terza e Seconda Categoria, e ha conquistato centimetro dopo centimetro il ruolo che ricopre oggi.
Agostini rimette insieme i pezzi e aiuta il gruppo a ricompattarsi velocemente, cercando di utilizzare la cocente sconfitta come carburante per le partite successive. Il risultato è eccellente. Tre vittorie nelle ultime quattro di campionato e permanenza in Primavera 2 ottenuta.
Passa l’estate e, tra addii, acquisti e promozioni in prima squadra, la rosa della Primavera viene rivoluzionata. Il progetto è ambizioso e arrivano diversi innesti interessanti da collocare nel 3-4-3 di Agostini. Un modulo capace di valorizzare gli esterni offensivi, ruolo ricoperto dai nuovi arrivati Andrea Ceccarelli e Mattia Turella, provenienti rispettivamente dalle U19 di Roma e Venezia.
Si aggiungono al gruppo anche altri acquisti importanti come il centravanti Simone Addessi (dal Bologna), il portiere Giordano Turrini (dalla Lazio) e gli esterni di centrocampo Mattia Vergani (dal Monza) e Alex Giacometti (dal Padova).
L’inizio di stagione è fatto di luci e ombre. I granata giocano bene, ma subiscono troppo e nelle prime tre giornate trovano tre pareggi. I segnali, però, sono incoraggianti e, registrata la fase difensiva, i risultati non tardano ad arrivare.
Ceccarelli e Turella segnano a raffica, Genova illumina il centrocampo con la sua qualità e la cerniera difensiva guidata da capitan Gobbato, dopo aver subito sei goal nelle prime due partite, ha oliato perfettamente i meccanismi. Nelle successive tre partite arrivano nove punti, che proiettano il Cittadella al secondo posto, dietro solamente al Como, e la settima giornata prevede lo scontro tra le prime due della classe.
Esatto, di nuovo il Como, ancora da sfavoriti, stavolta in uno scontro che ha il sapore di alta classifica. Sono passati poco più di sei mesi, ma l’aria che si respira adesso è molto diversa. I ragazzi del presidente Gabrielli sentono di potersela giocare con chiunque e si dirigono in Lombardia con questa consapevolezza. Il campionato chiede al Cittadella di battere un colpo per iscriversi concretamente alla corsa per il titolo e i granata bussano quattro volte in novanta minuti. La banda di Agostini travolge il Como per 0-4 e si prende la vetta della classifica, chiudendo un primo piccolo cerchio della sua favola.
La stagione è ancora lunghissima e il calcio, si sa, non permette alcuna distrazione, ma sognare non costa nulla e a Cittadella non hanno di certo intenzione di smettere.
