di Thomas Novello

A distanza di duemila anni dal triumvirato di Cesare, Pompeo e Marco Licinio Crasso, il girone C di Prima Categoria ha dato luce a un altro governo tripartito. Sarcedo, Summania e Monteviale si sono dati battaglia per trenta giornate e abbattendo ciascuna il muro dei sessanta punti.

È stato il Sarcedo a trionfare, al termine di una lunga serie di sorpassi e controsorpassi, distanziando di tre lunghezze le inseguitrici. Nonostante le rivali agguerrite, la squadra allenata da mister Ljubisic Zoran ha dimostrato di volere la promozione a ogni costo. Una squadra giovane, dall’età media di 25 anni e mezzo, una società ambiziosa, che non poteva accettare di rimanere impantanata troppo a lungo in Prima Categoria.

Un percorso netto

Col secondo miglior attacco del girone e la terza miglior difesa, il Sarcedo ha saputo cogliere le occasioni con spietato cinismo. È riuscito dare la stoccata decisiva al campionato, nel momento in cui le inseguitrici iniziavano a perdere terreno. Dal rocambolesco casalingo contro il Summania, la squadra di Ljubisic ha collezionato dodici risultati utili consecutivi, prima dell’ininfluente sconfitta all’ultima giornata contro il Monteviale. Prendendo in esame, invece, la prima sconfitta contro il Maddalene Pedezzi , da allora i rossoneri hanno collezionato 15 vittorie, 7 pareggi e una sola sconfitta. Decisivo l’apporto di bomber Simoni, autore di 13 reti in campionato, che hanno indirizzato il Sarcedo verso la conquista del tanto agognato titolo.

In sintesi, ha vinto la squadra più continua. Quella che ha saputo mantenere alto il livello di attenzione a ogni gara e che non ha mai indietreggiato nei momenti di difficoltà. Gran merito di questo va a mister Ljubisic, che ha saputo dare al Sarcedo un assetto preciso, solido e una mentalità da grande squadra. I complimenti vanno poi allargati a tutta la rosa, allo staff, ai tifosi e al presidente Tonello che ha saputo costruire, assieme al Ds Samà, una rosa vincente.

Dal triumvirato del Girone C a uscirne vittorioso è stato, quindi, il Sarcedo. Dopo due anni di purgatorio è riuscito a tornare dove una piazza così importante si merita. In un campionato, quello di Promozione, tutto da vivere, senza dimenticare che, nel calcio, tutto è possibile, anche per una neopromossa. Perché, una volta abituata a vincere, una squadra come il Sarcedo non può desiderare nient’altro.

Crediti immagini: Calcio Sarcedo

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