di Matteo Lunardi
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Il calcio dilettantistico padovano ammaina una delle ultime bandiere. Si tratta di Michele Pittaro, classe 1980, autentico «Highlander» del pallone: centrocampista dai piedi educatissimi, con un sinistro che ha incantato mezzo Veneto per quasi trent’anni, ha appeso gli scarpini al chiodo dopo l’ultima avventura in Prima Categoria alla Santangiolese.
Regista raffinato e uomo con una mentalità d’altri tempi, Michele non ha perso tempo: per lui si alza il sipario su un’avventura tutta nuova, visto che sempre a Sant’Angelo di Piove di Sacco inizierà la carriera da direttore sportivo.
E lo farà con un obiettivo importante: quello di riportare freschezza, entusiasmo e ambizione dopo la recente amara retrocessione nella doppia sfida playout con la Camponogarese.
«Mi rimetto in gioco in un ruolo nuovo, che intendo ricoprire con la giusta serietà e con il massimo impegno – le parole di Michele – Quella del direttore sportivo è una figura fondamentale, perché è l’architetto che insieme all’allenatore ha il compito di costruire una squadra. Bisogna fare le cose per bene: se parti con il piede sbagliato, poi è dura rimettersi in carreggiata a stagione in corso. Spero che questo nuovo percorso possa essere altrettanto emozionante ed esaltante e che possa regalarmi tante altre soddisfazioni. Sogno di vincere qualche altro campionato e di ambire sempre a qualcosina in più, perché in questo mondo sono la voglia e la fame a fare la differenza».
Michele ha esordito tra i «grandi» appena sedicenne, in Promozione, con la maglia del Fossò. Dopo un quinquennio in terra veneziana si accasa alla Vigontina, con cui conquista uno storico trionfo in Eccellenza e disputa l’annata successiva in serie D.
Seguono un’altra promozione in D con la Piovese e le successive tappe alla Vigontina, al Sottomarina, al Pozzonovo (trionfo in Promozione nel 2011), al Dolo, di nuovo al Fossò e all’Adriese prima di un altro triennio al Dolo e delle più recenti esperienze con Gelsi, Aurora Legnaro (quattro anni) e appunto Santangiolese.
