di Matteo Lunardi
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In Eccellenza è già tornata al lavoro anche la neopromossa Piovese, che ha ripreso a correre e sudare agli ordini del confermato Luca Simonato.
Dopo la strepitosa cavalcata della scorsa stagione, culminata con il trionfo nel girone «C» di Promozione e con uno storico «double» solo sfiorato per la sconfitta in finale di Coppa Veneto con il Castelnuovo del Garda, la compagine biancorossa punta a farsi valere anche in categoria superiore.
«Prima di mettere piede in campo per il primo giorno di preparazione, mi sembrava fosse passata un’eternità dal 27 aprile, giorno dell’ultima partita di campionato – annuisce mister Simonato, ex Monselice e SaonaraVillatora – È bastato indossare scarpini e divisa, prendere cronometro e fischietto ed entrare sul terreno di gioco per far svanire di colpo quella sensazione. Per quanto mi riguarda, questo non è l’inizio di una nuova stagione: il giorno uno, per me, è stato il 6 agosto 2024, quando è cominciato il progetto Piovese. Stiamo semplicemente proseguendo un cammino tracciato da tempo. Per chi era già qui non si tratta di ripartire da zero ma di dare continuità al lavoro iniziato: le idee, il metodo e gli obiettivi restano gli stessi. Il compito di questi giocatori, oggi, è fare da guida, integrando i nuovi compagni con spirito di squadra e responsabilità, aiutandoli ad entrare nel gruppo in modo spontaneo e rapido. Il cambio di categoria non definisce il progetto Piovese né il mio personale percorso: sono due strade che procedono insieme da mesi e che continueranno a svilupparsi in parallelo. La nostra ambizione è crescere parlando di calcio giocato, certo, ma sempre con grande attenzione alla forma e ai comportamenti. L’identità sportiva non può prescindere da quella personale: sono due facce della stessa medaglia, che rappresentano le fondamenta di questo ambizioso progetto».
Con quale spirito ci si affaccia alla nuova avventura targata Eccellenza?
«Io e il mio staff ci sentiamo profondamente parte di questo progetto e affronteremo la nuova stagione con una carica che va ben oltre la motivazione tecnica. C’è un senso di appartenenza, di responsabilità e di desiderio autentico di lasciare un segno. Questa energia non nasce oggi ma è il frutto di mesi di lavoro, condivisione e visione comune. Un’energia che respiriamo ogni giorno nel dialogo costante con la società, nei gesti delle persone che operano dietro le quinte, nella fiducia che si rinnova con ogni passo avanti. In questo clima i giocatori non possono essere semplici interpreti: sono protagonisti veri, parte viva e imprescindibile di un’identità collettiva che si costruisce dentro e fuori dal campo. Il loro coinvolgimento non è richiesto, è naturale».
Cinque le amichevoli in calendario prima dell’esordio ufficiale in Coppa Italia, fissato per domenica 31 agosto: sabato 9 con il Cavarzere, mercoledì 13 con il Monselice, martedì 19 con il Rovigo, sabato 23 con il Montebello e mercoledì 27 triangolare con Casalserugo Maserà e Cittadella Primavera.
