di Matteo Lunardi

In Prima Categoria prosegue il buon percorso della Nuova Loreggia, che con l’1-1 di domenica sul campo del Tombolo capolista ha consolidato il decimo posto solitario nel gruppo «F».
Tre le lunghezze di vantaggio sulla zona-playout, in vista di un rush finale intenso e tutto da vivere.
«Dopo le prime sei giornate di ritorno il bilancio è sicuramente positivo, anche se non c’è la minima possibilità di stare tranquilli – le parole dell’allenatore biancorosso Alessandro Maso – Il divario di valori che ha delineato il girone di andata si è completamente annullato e i risultati di queste prime sei domeniche lo dimostrano. La classifica si è accorciata e dietro di noi corrono tutte: è evidente che, da qui alla fine, ogni partita sarà impronosticabile. Nelle prime sei di andata avevamo raccolto quattro punti: al ritorno ne abbiamo fatti nove, ma ci sarà da soffrire e da lottare fino all’ultimo secondo dell’ultima giornata. Il 2026 è iniziato con maggiori difficoltà, dovute soprattutto ai tanti infortuni e al fatto che ci è mancato qualche tassello per completare la rosa dopo le uscite del mercato invernale. Siamo un gruppo molto giovane e consapevole di affrontare un percorso che può comportare dei blackout: finora siamo stati bravi a stringerci e ad unirci ancora di più, riuscendo a trovare la continuità che ci era mancata all’inizio. Da parte mia posso solo ringraziare i ragazzi, che dal primo all’ultimo danno il 120% in ogni allenamento e che si dimostrano disponibili e ambiziosi a crescere, soprattutto nei momenti più duri. Lo abbiamo fatto vedere anche con il Tombolo, squadra che a mio parere merita la testa della classifica, che abbiamo affrontato in completa emergenza: siamo usciti dal campo con il rammarico di non aver sfruttato la superiorità numerica ma consapevoli di potercela giocare con chiunque ogni domenica».
Il tecnico biancorosso conclude la sua disamina con un’ultima accorata riflessione.
«In questo recente clima di attacco trasversale agli arbitri, ci tengo a lanciare un messaggio di distensione nei confronti dei direttori di gara. Sbagliano in serie A con trenta telecamere e con il Var, figuriamoci da soli e senza aiuti in Prima Categoria. Mi piacerebbe che noi addetti ai lavori aiutassimo di più a non rendere ogni domenica il clima così infuocato e oppressivo, cercando di rendere le partite più piacevoli e meno condizionate da certi sgradevoli atteggiamenti».

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