di Matteo Lunardi
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In Prima Categoria avvio di stagione da pollice alto per il rinnovato Montagnana, che in estate ha varato un progetto tecnico nuovo di zecca con l’inserimento del nuovo direttore sportivo Davide Zuin (nella foto), classe 1984, bomber da oltre duecento gol in carriera nei dilettanti con le maglie di Abano, Conselve, Carpanedo, Maserà, Albignasego, Cervarese, Janus Selvazzano, Sossano, Rivereel, Monselice, Grisignano e Colli Euganei.
La squadra rossonera ha staccato il pass per i sedicesimi di finale di Coppa Veneto e in campionato ha conquistato due vittorie in tre giornate, cadendo solo nel recente match casalingo con il Nogara.
«Siamo partiti il 12 agosto con un gruppo profondamente rinnovato, in cui sono stati inseriti ben dodici nuovi giocatori – osserva Davide – Sapevamo che bisognava lavorare sodo e riuscire a fare gruppo prima possibile, componente fondamentale per raggiungere qualsiasi obiettivo. La squadra sta rispondendo molto bene: ci sono tanti giovani interessanti e una perfetta alchimia con lo staff tecnico, anch’esso completamente nuovo. La rosa è profonda e di qualità e alcuni ragazzi non stanno trovando molti minuti: tuttavia sono certo che l’occasione giusta arriverà per tutti, specie considerando che tutti continuano ad allenarsi con la massima professionalità e ai mille all’ora. La società è contenta ed è formata da persone umili e passionali. Abbiamo cercato di creare qualcosa di unico con giocatori bravi, umili e pronti al sacrificio. Lo staff tecnico non si discute, composto da persone serie che lavorano sodo e che hanno le loro idee di calcio. Ci sono tutti i presupposti per togliersi delle belle soddisfazioni».
Vi ha sorpreso un avvio di stagione così promettente?
«Onestamente non mi aspettavo nemmeno io quattro vittorie, un pareggio e una sconfitta nelle prime sei gare ufficiali. Lo 0-2 di domenica con il Nogara, per di più, è stato troppo pesante per quanto si è effettivamente visto in campo. Abbiamo disputato un primo tempo di grande intensità, con almeno cinque occasioni importanti che non siamo riusciti a sfruttare. In coppa il Montagnana non superava da alcuni anni il girone eliminatorio del primo turno: esserci riusciti è motivo di orgoglio e rappresenta già un piccolo passo avanti. È una competizione a cui teniamo molto e in cui cercheremo di andare più avanti possibile».
