di Mattia Piovesan
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A Marghera, come cinque anni fa, si vuole sentire profumo di salto di categoria. Ci sono andati vicino l’anno scorso, rimanendo nelle zone nobili della classifica per gran parte della prima metà del campionato, poi il tracollo inaspettato, che ha favorito Carbonera e Meolo. Chiudere al sesto posto non era, probabilmente, quello che gli orogranata si aspettavano.
Ecco, quindi, che il fermento del mercato porta buone nuove: le aspettative si sono nuovamente alzate molto con l’acquisto che sa di Promozione. Bolchi torna a casa, dopo una stagione passata ai box per infortunio, pronto a trascinare nuovamente la squadra come aveva fatto cinque anni fa, quando a Marghera ben 12 dei suoi gol – da trequartista – permisero alla società di salire di categoria. L’anno successivo si carica ancora la squadra sulle spalle, ne segna nove, ma non bastano ad evitare la retrocessione nuovamente in Prima.
Il classe ’92 ha però ancora molto da dare. La prima storica Promozione del Marghera è giunta anche per merito suo, premiato come miglior giocatore del torneo, ma le scelte di cuore di Bolchi non si fermano a questo ritorno. È sempre lui che, dal calcio professionistico della Serie B e della Lega Pro con il Portogruaro ad inizio carriera, sceglie di tornare dagli amici di sempre in Terza Categoria con la Juventina Marghera, anche per stare vicino alla famiglia, a sua figlia appena nata. Rompe il crociato due stagioni fa con la Miranese, toccando quota 101 gol tra i dilettanti, ma non si ferma e ora sceglie di tornare a casa, nel luogo dove dà i primi calci al pallone prima di passare ai settori giovanili importanti di Venezia e Treviso – ambo, al tempo, in Serie A –.
Il premio alla carriera ricevuto a Caorle qualche mese fa è un premio simbolico che certifica un duro lavoro, ma soprattutto una passione. Eppure, forse è un premio dato leggermente in anticipo ad un calciatore che si sente ancora di poter dare molto: a 33 anni, Bolchi è pronto a trascinare la squadra per un altro grande traguardo, un sogno che potrebbe ripetersi, così come cinque anni fa. Se amiamo il calcio, dilettantistico e non, è anche per storie come questa: poesie in movimento, con la rapidità di una sfera che deve essere insaccata nella rete avversaria.
