di Lorenzo Tocchetti

“La partita più importante dell’anno”. Così nella conferenza prepartita Edoardo Gorini aveva definito la sfida tra il suo Treviso e l’Union Clodiense Chioggia di Roberto Vecchiato in programma ieri sera. 

D’altronde la classifica parla chiaro: 13 punti di distacco a 11 giornate dalla fine. Un solco più che rassicurante che il Treviso ha scavato centimetro dopo centimetro nel corso di una stagione quasi perfetta e che permetteva ai biancocelesti di presentarsi allo scontro diretto con due risultati su tre a disposizione. 

Il colpo d’occhio era quello delle grandi occasioni. Il Tenni ha vestito il suo miglior abito da sera e si è riempito fino al sold-out regalando una cornice da categorie superiori.

Cronaca della partita:

Gorini deve fare i conti con le pesantissime assenze di Scotto (lesione al legamento collaterale mediale e stagione finita per il capocannoniere del Girone C) e Serena. In dubbio fino all’ultimo anche Salvi che si siede in panchina lasciando spazio a Martinelli. Il tecnico ex Cittadella si affida al suo classico 4-3-2-1 con Svidercoschi unico riferimento offensivo pronto a interscambiarsi costantemente con Beltrame e Artioli. Regia affidata a Gianola che libera Gucher dai compiti di impostazione e gli permette di tenere una posizione più alta. 

Vecchiato risponde con un 3-4-1-2 che lascia De Paoli, autore della rete del momentaneo vantaggio contro l’Unione la Rocca Altavilla, libero di svariare su tutto il fronte offensivo a sostegno del tandem d’attacco composto da Gnago e Rosso

Fischia il signor Teodoli della sezione di Aprilia e dà inizio ai novanta minuti più importanti della stagione. È il Treviso dopo soli 5 minuti a costruire la prima palla gol dell’incontro: Gianola si avventa su una respinta corta al limite dell’area e scaglia un missile di controbalzo che Minozzi toglie dall’incrocio dei pali con uno degli interventi più belli di tutto il campionato. 

La squadra biancoceleste cresce sempre di più con il passare dei minuti e al 21’ trova il vantaggio grazie a un doppio schema da corner. Prima Gucher serve a rimorchio Artioli che impatta bene con il mancino ma trova la deviazione avversaria; poi Gianola appoggia per lo stesso Gucher che dal gomito dell’area di rigore lascia partire una staffilata sul primo palo che bacia il legno alla destra di Minozzi e si insacca in rete. 1-0 Treviso grazie all’ennesima perla del suo capitano

La reazione granata arriva e costringe il Treviso ad abbassare il proprio baricentro, ma la squadra di Vecchiato fatica a creare occasioni nitide. La più importante arriva al 25’: Gueli rientra sul destro e lascia partire un traversone tagliato in direzione di De Paoli che si inserisce a fari spenti e per centimetri non trova l’impatto con il pallone da posizione interessantissima.

Prima della fine del primo tempo c’è spazio anche per un’altra occasione a tinte biancocelesti sugli sviluppi di un corner. Artioli mette dentro un sinistro affilatissimo che dopo una deviazione sembra diretto in porta a Minozzi battuto, ma Ba salva tutto sulla linea. Si va al riposo sull’1-0.

Comincia la ripresa e il Treviso parte nuovamente forte. Al 51’ Artioli recupera un pallone sulla trequarti, si accentra e libera un mancino diretto sotto la traversa che Minozzi smanaccia in angolo. 

Tre minuti più tardi arriva il raddoppio. Altra situazione da palla inattiva gestita da Artioli che pennella sulla testa di Perin che spizza quel tanto che basta per eludere l’uscita di Minozzi. 2-0 biancoceleste al 54’.

La rete del classe 2007 di proprietà della Juve Stabia sembra essere una pietra tombale sul match e sul campionato, ma l’Union Clodiense Chioggia trova ancora energie per reagire e accorcia immediatamente le distanze. Questa volta sono i granata a essere letali dalla bandierina. De Paoli calcia sul secondo palo alla ricerca di una sponda che arriva in direzione di Gnago che deve solo appoggiare da due passi siglando il più classico dei gol dell’ex. 2-1 al 58’ e partita ancora apertissima

Gli ultimi venti minuti sono a forti tinte granata. La squadra di Vecchiato sa che anche un pareggio non basterebbe a riaprire la corsa alla promozione diretta e si getta in avanti chiudendo il Treviso nella propria metà campo. Ancora una volta, però, la retroguardia biancoceleste si dimostra invalicabile e centellina il numero di conclusioni avversarie. Il più grande pericolo di questo finale lo crea Menghi che, vedendo Vadjunec fuori dai pali, cerca di sorprenderlo direttamente da calcio di punizione da posizione molto defilata. 

I granata chiudono anche in dieci uomini per l’espulsione diretta del subentrante Maestrelli al minuto 90’+4’ per un fallo su Gucher. Il tempo tocca lo zero e dà il via alla festa del Treviso che vola a +16 e tocca la Serie C con un dito

Ennesima enorme prova di forza della squadra di Gorini che ha reso questo finale di campionato poco più che una formalità.

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