di Matteo Lunardi
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Il Monselice riparte da Luca Simonato. Fumata bianca in casa biancorossa, con la società che ufficializza il nome del nuovo allenatore scelto per raccogliere l’importante eredità di Alberto Trevisan, che nella stagione appena conclusa ha saputo trascinare la squadra fino alla finalissima di Coppa Veneto e all’ultimo atto-playoff.
Al timone del Monselice torna Luca Simonato, che dopo un triennio diviso tra SaonaraVillatora e Piovese ritrova la panchina biancorossa dopo gli otto anni consecutivi vissuti dal 2015 al 2023, caratterizzati dal doppio salto dalla Seconda Categoria alla Promozione e terminati con la vittoria dei playoff di Promozione al «Galdiolo» di Villafranca Padovana, resa poi vana dal non avvenuto ripescaggio in Eccellenza.
«È difficile spiegare quale sia stata la vera leva che mi ha spinto a intraprendere questo percorso – le prime parole di mister Simonato, classe 1979 – Probabilmente è stato un insieme di sensazioni: il senso di appartenenza ad un popolo che mi ha sempre dimostrato affetto, la consapevolezza di non aver chiuso un cerchio come avrei voluto, la qualità umana di chi guida e ama questi colori, l’unicità di un ambiente che conosco bene. Tutti aspetti che hanno reso la mia scelta chiara e immediata. Quando mi è stato chiesto cosa desiderassi per la nuova stagione, la risposta è stata semplice: Monselice. Torno con grande entusiasmo ma anche con un forte senso di responsabilità. La volontà è quella di dare continuità al lavoro svolto da chi mi ha preceduto, che ha saputo interpretare questo ruolo con competenza, passione e profondo senso di appartenenza. La dirigenza biancorossa ha sempre avuto la sensibilità di affidare la guida della squadra a persone consapevoli del valore di questi colori e della storia che essi rappresentano. Il mio obiettivo è proseguire su questo percorso, trasmettendo un messaggio chiaro a tutti coloro che faranno parte del nostro cammino: il Monselice viene prima di tutto. Prima delle individualità, prima degli interessi personali. Sono valori imprescindibili per chi vorrà essere protagonista del futuro biancorosso».
Con quale spirito ci si affaccia alla nuova avventura?
«Non è il momento delle parole altisonanti, ma quello dei fatti. Il nostro desiderio è vedere una squadra in cui la gente possa riconoscersi e per la quale possa sentirsi orgogliosa di tifare. Se riusciremo a trasmettere passione, appartenenza e spirito di sacrificio, allora avremo già posto le basi per qualcosa di importante».
