di Mattia Piovesan
Foto: Trivenetogol
Riproduzione vietata ©
Il Mestre si svela a casa sua, direttamente nella bellissima cornice dello stadio Francesco Baracca. Lo fa presentando tutti, dai Piccoli Amici ai più grandi, la Prima Squadra, vista come un gruppo di eroi da quei giovani speranzosi. La società non lascia nulla al caso e fa parlare tutti, accompagnati dai cori degli ultras sempre presenti, anche in quest’occasione.
Sì, perché il Mestre vuole vincere. Lo si capisce benissimo dal messaggio del senatore Raffaele Speranzon, pieno di carica agonistica da mestrino vero, che racchiude i sogni di una città intera. Poi ci sono le dichiarazioni del vicesindaco di Venezia, Andrea Tomaello, che schiettamente tratta di denaro e della volontà di rendere il Baracca adatto ad una serie C.
Stefano Serena, presidente degli arancionero, non si sbilancia, ma è consapevole di aver costruito una squadra forte, insieme allo staff e al DS Gabrielli: sono arrivati Posocco e Buratto dal Treviso, Corti dal Portogruaro, Kola dall’Este e altri pronti a dare il proprio contributo, così come i senatori più importanti che sono restati, non ultimo il capitano Boscolo.
Poi, c’è quel fattore lì, rappresentato da un allenatore rispettato e rispettoso. Romano Perticone non ha mezzi termini, parla con chiarezza, instaura rapporti, ha uno sguardo da uomo navigato grazie alla sua esperienza nel mondo del calcio e ciò nonostante sia un allenatore emergente in tutto e per tutto. Lo scorso anno è stato risolutore: quest’anno sarà traghettatore di un Mestre che vuole dare tutto per la maglia, la gente e la città, con un sogno nel cassetto che ancora non si può dire, ma che è pronto a diventare realtà.
