di Mattia Piovesan

Circolavano già delle voci in precedenza, ancora non c’è nulla di ufficiale ma è stato lo stesso capitano dei biancocelesti ad anticiparlo in un post Instagram sul suo profilo personale, un post pieno d’amore per quei colori che ha indossato con tanto onore per cinque anni.

Arrivava dal Trento, dall’Eccellenza, lui che aveva fatto la D e anche la C con tante squadre, rimanendo sempre protagonista. Giunge a Sandonà e subito gli viene affidata la fascia da capitano. E trascina la squadra, eccome se la trascina. Diventa un giocatore indispensabile, un giocatore su cui fare affidamento, un idolo per i ragazzi dei settori giovanili che, come lui scrive sul suo post, lo hanno sempre fatto sentire importante chiedendogli l’autografo dopo le partite.

51 i gol conteggiati messi a referto seguendo le fonti che si trovano online durante questi cinque anni di passione. Fortunato ha preso per mano il centrocampo spiegandogli come giocare il pallone, che tratta come pochi mediani in questa categoria, dandogli del tu e facendoselo amico. Ringrazia tutti, Jacopo, tutti coloro che compongono lo staff, tutti i giocatori con cui ha giocato, i ragazzi della curva che lo hanno amato.

Ora le strade si separano, ma il centrocampista spera che si incroceranno nuovamente, perché non si sa mai come va la vita e cosa ti possa riservare. Non vedremo più quelle punizioni perfette calciate con quella maglia addosso, ma sappiamo quello che lascia Jacopo Fortunato a San Donà: un gruppo coeso che sotto la sua direzione ha giocato insieme per tanti anni, che ha saputo bere dalla saggezza di un uomo che di calcio ne ha visto oltre che fatto e che, non meno importante, anzi, è appunto un uomo, dedito al suo lavoro e con dei valori, umani, che di questi tempi è sempre più raro trovare.

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