di Matteo Lunardi
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Il protagonista assoluto del memorabile pomeriggio di ieri al «Francesco Bertocco» di Mestrino è stato Dario Sottovia, che con una straordinaria doppietta ha permesso allo United Borgoricco Campetra di stendere la corazzata Schio e alzare al cielo la prima Coppa Italia di Eccellenza della sua storia.
«Per noi è una vittoria importante, sia in termini di morale che di consapevolezza – le parole del «Re dei Bomber», classe 1989 – Per di più considerando che è arrivata contro una squadra molto forte, che probabilmente vincerà il campionato e che in questo momento è uno scalino sopra a tutti per mentalità e per la “serenità” con cui gioca. Per me è stata una giornata pazzesca, perché alla mattina avevo 39.4 di febbre e non avrei mai pensato di riuscire a scendere in campo. Piano piano ci ho provato, consapevole che sul piano atletico non potevo dare ciò che ho dato in altre occasioni: ho cercato di gestirmi ed è andata bene. Tra l’altro ho segnato uno dei gol più belli della mia carriera: avevo visto due o tre volte che il loro portiere tendeva a stare un po’ fuori dai pali, poi è arrivato quel rinvio di Vencato e quel pallone che rimbalzava nel modo giusto. Ci ho provato d’istinto, senza pensarci troppo, e l’impatto è stato perfetto: ne è uscito un gol bellissimo».
Per Dario è la seconda Coppa Italia di Eccellenza dopo quella vinta con la maglia del Trento: ora sono dieci le reti stagionali, divise quasi equamente tra campionato (sei) e coppa (quattro).
«È stata una vittoria di gruppo, perché siamo rimasti attaccati alla gara soffrendo e stringendo i denti, soprattutto quando lo Schio ha aumentato la pressione. Abbiamo tenuto duro, poi Franceschi è entrato in area con un grande guizzo e si è conquistato il rigore decisivo. Dobbiamo ripartire da qui, perché finora siamo stati molto altalenanti. Bisogna mettere un mattoncino alla volta per gettare le basi di una maggiore solidità. Con squadre importanti come Cavarzano e Schio abbiamo fatto bene: ora serve più continuità».
