di Lorenzo Tocchetti

Il derby, si sa, è sempre una partita a sé e quello giocatosi tra Conegliano e Treviso alle 14:30 di ieri pomeriggio allo stadio comunale Narciso Soldan non ha fatto eccezione. 

Si trattava del decimo “derby del Piave” della storia. Prima del match di ieri il il bilancio era in perfetto equilibrio: tre vittorie per il Conegliano, tre pareggi e tre vittorie per il Treviso. L’ultimo precedente risaliva al 2019, quando, proprio al Narciso Soldan, il Conegliano si era imposto per 3-2.

Le due squadre arrivavano alla partita entrambe sull’onda dell’entusiasmo degli ottimi risultati ottenuti nelle ultime settimane. Il Treviso con la volontà di mettere in fila la sesta vittoria consecutiva e aggiungere un altro tassello verso la conquista della Serie C; il Conegliano per dare seguito ai quattro punti in due giornate ottenuti dall’arrivo di Pontarollo. Insomma, obiettivi diversi, ma la stessa fame negli occhi

Cronaca della partita:

Pontarollo, che deve fare a meno del proprio capitano Pignat, opta per un 3-4-1-2 con Zago che va a prendersi gli oneri e gli onori della regia e Nicoloso a inventare alle spalle del tandem d’attacco formato da Piu e Fyda

Il Treviso di Gorini risponde con l’ormai classico 4-3-1-2, dove figurano soltanto due modifiche rispetto alla formazione che sette giorni prima aveva sconfitto di misura l’Unione la Rocca Altavilla: Fragnelli parte dal primo minuto al posto di Guerriero sull’out di sinistra e Fedato prende il posto di Beltrame nel ruolo di seconda punta, libero di interscambiarsi a proprio piacimento con Artioli (che agisce sulla trequarti), al fianco di Scotto.

La partita è vivace fin dai primi minuti. Anziché studiarsi le due squadre cercano di colpire immediatamente e a farlo è, al 7’ minuto, il Conegliano. Buona manovra che trova Fyda tra le linee; il polacco cambia gioco allargando per Pramparo che mette in mezzo un cross perfetto per l’accorrente Fagan, che si inserisce a fari spenti e di testa gira in porta il pallone dell’1-0

La reazione del Treviso, però, è veemente e arriva, soprattutto, grazie alla spinta dei terzini Brigati e Fragnelli. Al minuto 11’, proprio sugli sviluppi di un cross del numero 28 dalla sinistra, Serena trova il pari in mischia, ma la bandierina alzata dall’assistente strozza in gola l’urlo delle centinaia di sostenitori trevigiani arrivati in massa per stare vicini ai propri beniamini. 

Il pareggio arriva ugualmente nove minuti dopo e ancora una volta per il Treviso si rivelano decisive le palle inattive, fondamentale su cui la squadra di Gorini non ha rivali all’interno del Girone C. I biancazzurri disegnano uno schema da corner con Gucher e Artioli che scambiano rapidamente per liberare il mancino del numero 19; il cross è a memoria per servire il movimento di Salvi,  che gira in porta al volo con il destro e fa 1-1

Dopo il pareggio il Treviso chiude il Conegliano nella propria metà campo, ma fatica a creare occasioni nitide. La maggior parte delle iniziative della capolista hanno come scopo portare gli esterni sul fondo per cercare di servire Scotto al centro dell’area, ma tutti i traversoni sono preda di uno Sperandio molto sicuro in uscita. Si va al riposo con il risultato in parità

Le due squadre tornano in campo senza aver cambiato nulla né sul piano tattico né su quello degli interpreti. Ne risulta un inizio di secondo tempo in linea con il termine della prima frazione di gioco, con il Treviso che fa la partita e un Conegliano che, dopo un inizio di match propositivo, fatica a innescare i propri giocatori offensivi. 

Le occasioni, però, tardano ad arrivare. La prima del secondo tempo si verifica al 61’ quando Munaretto, sugli sviluppi di palla inattiva, appoggia di testa per Scotto che conclude centralmente tra le braccia di Sperandio. Da qui inizia lo show del portiere del Conegliano, che si prenderà la palma di migliore in campo con diversi interventi decisivi. Il più importante dei quali lo compie al minuto 65’: Scotto trova un corridoio illuminante e manda in porta Gucher; il capitano del Treviso colpisce a botta sicura, ma Sperandio occupa benissimo lo specchio della porta e cancella il vantaggio biancazzurro

Un minuto più tardi accade l’impensabile. Gucher, forse ancora con la testa all’occasione precedente, perde un pallone sanguinoso a centrocampo e il Conegliano riesce per la prima volta a lanciare Nicoloso che guida il contropiede supportato da Piu e Fyda; il numero 18 sceglie Piu che riceve all’altezza del gomito dell’area di rigore, rientra sul destro e chiude con forza sul primo palo battendo Vadjunec e trovando il quarto goal consecutivo. 2-1 Conegliano al minuto 66’. 

L’ultima mezz’ora (recupero compreso) è un assedio a tinte biancazzurre, ma il goal non arriva. Prima Scotto mette alto da posizione favorevole dopo aver colpito di controbalzo, poi Brigati incrocia di destro da dentro l’area, ma Sperandio è ancora superlativo.

Neanche l’arma delle palle inattive questa volta riesce a scardinare la difesa gialloblù, che protegge il vantaggio con le unghie e con i denti e più volte si salva quasi sulla linea. L’ultima occasione capita ancora sul piede di Scotto che dal centro dell’area gira verso la porta, ma non riesce a dare angolo alla propria conclusione e trova solo i guantoni di Sperandio. Questo è l’ultimo sussulto di un match che termina con la festa del Narciso Soldan per una vittoria storica che restituisce ai ragazzi di Pontarollo la consapevolezza di potersela giocare con la capolista.

Il Treviso può consolarsi con il risultato maturato contemporaneamente a Merano, dove si è verificato un tonfo ancor più rumoroso, quello del Cjarlins Muzane, che cade per 2-1 in casa del Maia Alta Obermais. Un risultato che rende meno amara la sconfitta dei ragazzi di Gorini e permetterà di lavorare con maggiore serenità in settimana. Sarà necessaria però una ripartenza immediata se non si vogliono lasciare per strada altri punti importanti che a fine stagione potrebbero pesare. Ciò che è sicuro è che il campionato non è mai stato così aperto!

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