di Mattia Piovesan
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L’intervista all’artefice della cavalcata trionfale del Calcio Caerano lo scorso anno: Carretta è persona piena di umiltà e al contempo elevata competenza calcistica. La mia prima domanda è per forza di cose rivolta al nuovo, dato che si è cambiato tanto e confermato poco.
Mister, tanti nuovi, solamente sette conferme: quali sono le sensazioni?
Parto volendo sottolineare quanto davvero mi sia dispiaciuto lasciare tanti ragazzi, proprio coloro che la categoria l’avevano conquistata con fatica; tuttavia, era una necessità, perché il salto è importante, mi verrebbe anzi da dire che sono due i salti. Qui si trovano squadre attrezzate, con esperienza e tanti giocatori di livello, e noi abbiamo cercato di costruire qualcosa di simile, un mix di esperienza e gioventù, di voglia di mettersi in gioco.
Lo scorso anno sono partito con una società quasi completamente rinnovata, ci sono stati tanti volti nuovi anche tra i giocatori: quest’anno mi ci rivedo. Non è mai facile lasciare le certezze: ora c’è il nuovo DT Bortolotto, il nuovo DS Bizzotto, sto lavorando ovviamente molto anche con Marzio (Klos) e Luciano (Carniello), e sono molto contento di quello che stiamo facendo.
L’anno scorso, mi è sembrato, la forza della squadra è stata l’unità. Come sei riuscito a costruire quel gruppo affiatato? Ora dovrai fare lo stesso.
Hai ragione, la nostra forza lo scorso anno è stata l’unione. Non mi invento niente quando parlo ai ragazzi o alla società: siamo dilettanti, facciamo questo sport per passione ma nel modo più professionale possibile. I ragazzi lavorano, hanno famiglia, cerco di costruire una squadra aperta, disponibile, comunicativa. Dopo, tutto risulta più facile, lavorare su certi aspetti e trasformarli in campo. La differenza l’hanno fatta l’intelligenza e l’umiltà. Quest’anno si ripartirà quasi da zero, ma la base sarà sempre l’umiltà e il sacrificio.
Ho parlato, nel corso dell’anno, con alcuni tuoi giocatori riguardo una tematica che mi ha incuriosito molto. Ora lo chiedo anche a te: come avete fatto ad uscire da quella situazione spinosa a febbraio?
Quel periodo è stato un mix di situazioni. La disponibilità era poca, soprattutto nel reparto difensivo, avevamo molti indisponibili e abbiamo dovuto adattarci. Non deve essere una scusa, ma abbiamo perso equilibri importanti in un periodo dove, fatalità, abbiamo trovato le squadre più organizzate, come Fontanelle e Montello. Ti assicuro che il lavoro e la disponibilità erano le stesse di prima, era ovvio che ne saremmo usciti. Nella nostra testa non c’era tanto il dispiacere per i risultati che non arrivavano, bensì il fatto che stessimo lavorando bene, stessimo facendo tutto ciò che potevamo: l’unione del gruppo ha fatto il resto.
Ultima domanda mister: la squadra è completa? Quali saranno quest’anno i vostri propositi?
Grossomodo sì, la squadra è completa, manca qualche fuoriquota ma per il resto sono molto contento del lavoro. Per quanto riguarda i propositi… siamo una neopromossa. Dobbiamo essere umili, coscienti che dobbiamo lavorare, salvarci il prima possibile e poi fare il nostro campionato. Vogliamo rimanere nella categoria: lo sappiamo, le partite sono molto difficili, ma questo è l’obiettivo. Ciò che viene oltre a questo servirà da buona base per gli anni avvenire. Ho già parlato con i giocatori, li ho conosciuti, mi sono confrontato: sanno benissimo cosa voglio da loro, hanno già solide basi tecniche ma in più ci sono le mie idee. Sarà una comunione di intenti.
