di Lorenzo Tocchetti

25 aprile 1970. A molti, probabilmente, potrà sembrare una data qualsiasi, ma non a chi, come Franco Caon, ha fatto la storia dell’U.S.D. Salvatronda, società nata esattamente quel giorno. Sono passati più di cinquantacinque anni, ma Caon, ora vicepresidente, è ancora lì, sospinto dall’amore per il calcio e per questo club, un sentimento che trasmette in ogni parola che pronuncia. 

Dopo aver iniziato la propria carriera calcistica a Vedelago, Caon partecipa alla fondazione del Salvatronda e fa di questa causa una parte fondamentale della sua vita. Al termine del proprio percorso nel calcio giocato, sviluppatosi interamente a Salvatronda, intraprende la carriera da allenatore e scrive delle pagine di storia della società biancorossa, la più memorabile delle quali è la vittoria del campionato di Prima Categoria nella stagione 1980/81 e il conseguente approdo in Promozione l’anno successivo (dopo solo un decennio dal primo campionato disputato in Terza Categoria). 

Abbiamo avuto il piacere di parlare con lui e di farci raccontare da vicino il suo legame con il Salvatronda, che lo spinge a non voler abbandonare questo mondo. Queste le sue parole a riguardo:

Ciò che mi dà l’energia per ripartire ogni anno da più di mezzo secolo è la passione per questo sport. Il calcio è parte integrante della mia vita da quando ho memoria e non riuscirei a immaginarmi senza di esso. Ho sempre dato tutto me stesso per questo sport e per il Salvatronda, cercando di restituire almeno in parte quanto loro hanno dato a me.”

Nemmeno la cocente retrocessione in Prima Categoria dello scorso anno ha scalfito l’entusiasmo di Caon, che guarda con ottimismo al futuro, che potrà essere costruito a partire da due figure di riferimento: l’allenatore Stefano Magaton e il direttore sportivo Stefano Graziotto. Due pilastri dell’U.S.D. Salvatronda nei confronti dei quali il vicepresidente prova una forte ammirazione:

Stefano e Simone sono due persone eccezionali. Due uomini, prima che professionisti, che da ormai diversi anni rappresentano il presente e il futuro di questa società. Dopo più di cinquant’anni vissuti nel calcio dilettantistico posso dire con cognizione di causa che persone con questo genere di valori sono rare da trovare. Per noi è un vanto averli in società e la loro presenza mi rassicura riguardo al futuro del Salvatronda. Finché ci saranno loro, la società sarà in buone mani.

Caon nutre grande fiducia anche nel gruppo squadra creatosi in estate. Una rosa molto giovane e ricca di volti nuovi guidata dal capitano Tommaso Sassone, arrivato ormai alla settima stagione consecutiva in quel di Salvatronda. Il vicepresidente si è espresso così riguardo ai suoi auspici per la stagione appena incominciata:

Questa stagione deve rappresentare una ripartenza dopo una stagione al di sotto delle nostre aspettative, che è culminata con la retrocessione in Prima Categoria. Il calcio è fatto anche di queste cose e noi dobbiamo essere bravi a rialzare immediatamente la testa e ripartire da zero. Fondamentale sarà sicuramente il gruppo. L’anno scorso è mancata un pò di coesione e questo probabilmente non ha aiutato. Questa stagione ripartiamo con una rosa che conta ben dodici nuovi innesti tra cui molti ragazzi giovani, che avranno bisogno di tempo per conoscersi e amalgamarsi. Quello che posso dire con certezza è che al campo sportivo e nello spogliatoio si respira una bellissima aria, quel genere di atmosfera che ti aiuta a lavorare meglio. Questo grazie anche, e soprattutto, alla serietà dei ragazzi che compongono la rosa, i quali hanno voglia di lavorare e conoscono l’importanza del gruppo. Per noi è importante avere una squadra che sia composta sempre da bravi uomini, prima ancora che da bravi calciatori.

Un esempio di questo è il nostro capitano Tommaso Sassone. Tommaso è un ragazzo straordinario e un vero capitano, capace di dare l’esempio ai propri compagni dentro e fuori dal campo. La sua leadership e la sua capacità di leggere il gioco lo rendono una sorta di allenatore in campo. Sono sicuro che, se vorrà, avrà davanti una luminosa carriera da allenatore.”

Un gruppo giovane che avrà tempo e modo di crescere in un ambiente ottimale sotto l’ala dello stesso Caon, il quale trova stimoli proprio nel rapporto con le nuove generazioni per cui cerca di essere un punto di riferimento all’interno della società e per cui prova un sincero affetto.

Il rapporto con i giovani è il lato più bello del calcio. Ogni anno ho modo di rapportarmi con nuovi ragazzi in cui rivedo la stessa passione che mi alimenta. I giovani per una società sono un patrimonio che va protetto e, anzi, coccolato, come cerco di fare io con ogni membro della rosa. Per me tutti i giocatori che passano per Salvatronda sono come figli e li tratto come tali.”

Gli occhi di Caon brillano mentre pronuncia queste parole e la voce, seppur decisa, tradisce inevitabilmente l’emozione che solo un amore forte e vero può regalare. Una passione senza tempo, quella per il calcio, che da sempre unisce milioni di persone e che Caon incarna nella sua forma più pura. In un’epoca in cui i milioni sembrano prevalere sull’amore per la competizione e sull’attaccamento alla maglia, chi ha a cuore il calcio non può che ritrovare nelle sue parole ciò che lo ha portato a innamorarsi di questo sport

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